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Anche i freelance alcune volte si stressano

Anche i freelance a volte si stressano

Inizio con la provocazione del titolo per raccontarti che venerdì 8 aprile 2022 ho parlato di gestione dello stato emotivo e di tecniche utili al miglioramento della performance.

In questa occasione non mi sono rivolta a sportivi, come spesso mi capita, ma a freelance, perché anche i freelance –  alcune volte –  si stressano.

Sono stata ospite dello ZoomClub di Aprile all’interno delle iniziative legate al progetto FreelanceCamp ideato da Alessandra Farabegoli & CO.
In un precedente FreelanceCamp online avevo parlato di come e perchè è utile allenare la mente e non il lamento.

Questa volta l’ambito del mio speech è stato quello delle human performance.
In ambito lavorativo, il recupero e la gestione dello stress è fondamentale per ottenere la performance desiderata, tanto quanto in ambito sportivo.
Cambia solo la contestualizzazione: da campo di gara a scrivania.

Slide realizzata da FreelanceCamp

Quante volte ci rendiamo conto che siamo iper-connessi con il mondo esterno, ma disconnessi da noi stessi?

E non parlo solo di ciò che succede ogni qualvolta prendiamo in mano il nostro smartphone.
Ci disconnettiamo anche quando diamo la precedenza, ad esempio, a una scadenza improvvisa o a un’urgenza del cliente.

La capacità di riconnettersi con noi stessi, di rallentare e di sfruttare al meglio i tempi che potrebbero sembrare poco produttivi (come le code agli uffici o le attese telefoniche) rientra nella categoria dei bisogni primari di cui spesso non siamo consapevoli.

Condivido con te un passaggio importante che riguarda i 4 livelli di apprendimento: 

  1. Incapacità inconsapevole
  2. Incapacità consapevole
  3. Capacità consapevole
  4. Capacità inconsapevole

Ognuno di noi passa attraverso queste fasi che potremmo riassumere così:

  • L’incapacità inconsapevole: non so di non sapere una cosa.
  • L’incapacità consapevole: comprendo di non sapere.
  • La capacità consapevole: imparo a fare qualcosa, ma per farla e farla bene ho bisogno di pensarci intenzionalmente.
  • La capacità inconsapevole: faccio istintivamente ciò che ho imparato senza pensarci con l’attenzione cognitiva.

Anche nell’apprendimento e nell’utilizzo delle tecniche di rilassamento ognuno di noi passa attraverso questi 4 stadi. Ad essi va aggiunta una abilità per nulla scontata.

Oltre al sapere e saper fare, c’è un passaggio fondamentale che fa la differenza che è il semplice FARE.

É la pratica consapevole e ripetuta che consente di ottenere i risultati.
Ed è stato interessante notare come spesso, come in questa occasione, registro uno scollamento tra conoscenza e applicazione.

Capita di conoscere, ma non di applicare.

Forse siamo frenati dalla necessità di comprendere come una funzione necessaria come ad esempio il respirare o il saper restare nel qui e ora, se allenata, svolta uno stato d’animo ed è uno strumento pronto all’uso “salva stress”.

E’ su questo passaggio di consapevolezza che ho incentrato la mia presentazione dello ZoomClub di Aprile. Anche la cosa più semplice, ma non banale, se allenata, fa la differenza a livello di human performance.

A chi vuole approfondire queste tematiche suggerisco di formarsi attraverso letture, App specifiche e professionisti certificati.

Ora non resta a chi ha partecipato a questo ZoomClub che decidere come diventare “capaci inconsapevolmente” dopo essersi allenati.
Buon allenamento Freelance!

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