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Chi sono i multipotenziali

Lo spogliatoio nello sport come luogo sacro

Oggi ti voglio parlare dei multipotenziali, chi sono e perchè in un team di lavoro possono essere risorse preziose.

Chi sono

I multipotenziali sono persone con interessi, passioni e competenze in diversi settori o discipline.
Sono spesso creativi, adattabili e in grado di apprendere velocemente.

I multipotenziali hanno la capacità di adattarsi a situazioni diverse grazie a tutto quello che conoscono in svariati ambiti. Amano unire puntini e tendono ad avere una visione d’insieme completa, anche se non è raro che la loro attenzione sia attratta da un dettaglio differenziale.

La loro flessibilità è un enorme vantaggio per un team di lavoro perché possono offrire soluzioni innovative e prospettive diverse su problemi complessi.

Un loro punto di forza è l’apprendimento rapido. Infatti, grazie alla loro curiosità e desiderio di imparare, i multipotenziali sono in grado di acquisire conoscenze in nuovi settori in modo rapido ed efficiente. Questa capacità di apprendimento può essere un enorme vantaggio in un ambiente lavorativo in continua evoluzione. Per questo aspetto non è raro scoprire che i multipotenziali sono eccellenti problem solver.

Grazie alla loro capacità di vedere connessioni tra diversi campi, i multipotenziali sono spesso in grado di pensare in modo innovativo e trovare soluzioni creative a problemi apparentemente insolubili.

I multipotenziali nei team di lavoro

Quando inseriti in un team, i multipotenziali possono agire come ponti tra diverse aree di competenza, migliorando la comunicazione e la comprensione tra membri del team che provengono da background diversi. Spesso sono dei veri e propri facilitatori perché, grazie alla loro curiosità multipla, finiscono per padroneggiare linguaggi diversi e trasformarsi in trait d’union tra le varie specializzazioni.
In un mondo fluido e in continua evoluzione è importante che i leader e i manager riconoscano il valore dei multipotenziali all’interno di un gruppo di lavoro, perché includerli può portare a risultati davvero eccezionali.

La sfida di un multipotenziale

La sfida per un multipotenziale è concentrarsi su una singola attività. E quando impara a gestire questa caratteristica, può diventare estremamente efficiente nell’organizzare il proprio tempo e sfruttare al massimo le risorse disponibili.

Il multipotenziale è anche una persona che ha imparato a fare i conti con il sentimento dell’eterno principiante e quindi, dove alcuni provano timore, lui/lei ci si butta con un entusiasmo quasi fanciullesco.

Un multipotenziale si stanca di un lavoro non perché le cose si stanno mettendo male o vi sono delle difficoltà particolari. Al contrario è proprio quando le cose diventano troppo facili e mancano gli stimoli che un multipotenziale perde interesse.

Quattro modelli di lavoro

Emilie Wapnik nel suo testo “Diventa chi sei” identifica 4 modelli di lavoro che possono soddisfare l’irrequietezza dei multipotenziali: l’abbraccio di gruppo, l’alternanza, l’approccio Einstein e la Fenice.

Nell’abbraccio di gruppo il lavoro del multipotenziale riunisce in una sola attività professionale più interessi e passioni.
L’alternanza è, invece, il modello in cui il multipotenziale porta avanti regolarmente due o più lavori part-time in contemporanea.
Nell’approccio Einstein, una sola attività a tempo pieno basta a mantenere economicamente il multipotenziale. Al contempo, questa occupazione, lascia sufficiente tempo libero per portare avanti altre passioni.
La Fenice è la modalità di lavoro per cui il multipotenziale è, per una fase di vita, impiegato in un solo settore, per poi reinventarsi in una carriera completamente nuova.

La domanda che un multipotenziale teme di più

E per finire, sai qual è la domanda che teme di più un multipotenziale?
“E tu di cosa ti occupi?”
È qui che il multipotenziale decide se raccontare la sua “stranezza”, che lui riconosce come preziosa e insostituibile, o scegliere l’attività che al momento sente come principale e non dare troppe spiegazioni.

Ti racconto che ho assistito spesso a situazioni del genere.

Ogni volta che qualcuno chiede alla mia socia Antonia Galvagna  di che cosa si occupa, assisto a dialoghi che sono talvolta empatici di grande complicità e creatività, talvolta riduttivi e non rappresentativi di tutte sue competenze, talvolta entusiasmanti nel far giri immensi per tornare al punto di partenza.

Il multipotenziale, infatti, sa che non è un dispersivo, e’ invece una persona che ha un modo diverso di vedere le cose e vivere la sua vita professionale e non solo.

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