E’ passato qualche giorno dal 19 Ottobre 2020.
In questa data si è svolta la tavola rotonda “Donne resilienti ai tempi del Covid: ricerca, imprenditoria e sport”.

Prima di scrivere questo articolo ho aspettato che le sensazioni si sedimentassero dentro di me. Ho raccolto le idee e pesato le emozioni.
Per il nostro Paese e il mondo intero, sono di nuovo giorni difficili di emergenza sanitaria, economica e umana.
Con il DPCM del 24 Ottobre tutti gli eventi programmati, pensati e organizzati in presenza sono stati sospesi.
Le attività di ristorazione costrette a riformularsi e reinventarsi, nel migliore dei casi. Alcune costrette a chiudere.
Il mondo dello sport fermato.
Questo secondo punto di arresto 2020 sta polverizzando obiettivi e progetti anche di chi è ben allenato
 a cercare la paura per dominarla e la difficoltà per vincerla.

La tavola rotonda “Donne resilienti ai tempi del Covid: ricerca, imprenditoria e sport” organizzata dalla Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM, dalla Fondazione Marisa Bellisario – Delegazione Padova e dal Centro Nazionale Fiamme Oro Atletica credo sia stato uno degli ultimi eventi svolti a Padova a cui noi relatori abbiamo potuto partecipare in presenza.

Il pubblico, che fino al giorno prima avrebbe potuto essere in sala, ha seguito in streaming questo evento animato da spirito di confronto.

Sotto la direzione mediatoria della giornalista Federica Cappellato hanno parlato, dopo il saluto delle Istituzioni, donne del mondo della ricerca, dello sport e dell’imprenditoria.
Età, professioni, esperienze diverse, ma tutte accomunate dalla voglia e dal desiderio di portare sempre e costantemente valore.

Prima di me sono intervenute Marianna Sabbadin, ricercatrice VIMM e calciatrice del Venezia FC Femminile; Luminosa Bogliolo, atleta olimpica del Centro Nazionale Fiamme Oro Atletica; Elisa Gelmini, imprenditrice e delegata provinciale della Fondazione Marisa Bellisario e la pedagogista Sabrina Salmaso del Kinesis Medical Center.

Il mio è stato l’ultimo intervento. Ho parlato di resilienza dopo aver goduto a pieno delle parole delle mie colleghe.

Mi piace parlare di Psicologia in modo semplice e utile. Mi piace usare le mie competenze teoriche e trasformarle in strumenti pratici che aprono spazi di pensiero, anche e soprattutto, per i non addetti ai lavori.

La crisi che tutti stiamo vivendo non è solo una questione sanitaria ed economica, ma è anche e soprattutto una questione umana. Affrontare questo momento è un fatto mentale. La responsabilità di ognuno di noi sta nell’impegno a fare la propria parte: il meglio che si può, dove si è, con ciò che si ha.

Come?
Combattendo il contagio virale con un altro tipo di contagio: la connessione.

La connessione tra noi e con la parte più profonda di noi, ci allena a tener acceso l’interruttore sul futuro.
Mantenere viva la dimensione della generatività di idee, progetti ed emozioni è una priorità.
Ora, non domani!

Guarda il video completo e la galleria fotografica qui sotto.

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