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Il Mistero della Gestione dello Stress

il mistero della gestione dello stress

Dolce far nulla.
Ferie, vacanze, settimana bianca invernale o estate sotto sole: sono momenti in cui ci concediamo una parentesi rilassante tra le varie fasi dell’anno e del lavoro.
Le settimane successive a queste pause diventano così un momento di nuovi inizi e progetti. Ma, ahimè, quando ci fermiamo per le tanto desiderate ferie ci troviamo a fare i conti con tutta la stanchezza e lo stress accumulati nei mesi precedenti.
Lo stress: una parola che permea la vita di molti adulti e, purtroppo, anche dei giovani.
Cos’è veramente lo stress e come possiamo gestirlo?

Il noto neurobiologo Robert M. Sapolsky, nel suo brillante bestseller “Perché alle zebre non viene l’ulcera?“, ci rivela che lo stress è una realtà anche nel mondo animale.
La differenza sta nel modo in cui noi umani rispondiamo agli stimoli stressori.
Mentre gli animali vivono solo l’evento stressante reale e attivano la risposta appropriata, noi esseri umani spesso facciamo l’esperienza di uno stress postumo, immaginando o preoccupandoci per possibili situazioni catastrofiche.
Le notti insonni passate a ruminare eventi ipotetici che magari non si verificheranno mai, sono un esempio di come lo stress possa infiltrarsi nella nostra vita.
Cosa rende lo stress così deleterio per noi? Oltre a diminuire la qualità della nostra vita, lo stress può accumularsi senza che ce ne rendiamo conto e portare allo sviluppo di patologie.

Fortunatamente, ormai sappiamo che esiste una relazione tra stress e malattia, il che ci dovrebbe spingere a un approccio preventivo. Dovremmo imparare a riconoscere gli eventi stressanti e affrontarli in modo adeguato per contrastarne l’influenza.

I condizionali sono d’obbligo perché gestire lo stress è più facile a dirsi che a farsi.
Richiede sforzo e costante presenza consapevole. 

Ecco alcuni suggerimenti per far scendere nei muscoli alcuni allenamenti mentali.

Un primo fondamentale passaggio consiste proprio nella capacità cogliere le proprie sensazioni, analizzare quando sono utili o non utili, quando c’è frustrazione o avvilimento. La sfida è evitare sia un controllo eccessivo che può peggiorare l’ansia sino a bloccarci, sia l’assenza di controllo che fa andare avanti senza una direzione definita.

Il secondo passaggio fondamentale è legato all’esercizio fisico. Si conoscono gli effetti benefici dello sport e si sa quanto l’attività fisica sia importante per l’organismo. In effetti una costante e regolare attività fisica riduce il rischio di diverse malattie metaboliche e cardiovascolari e interrompe l’eventuale processo di malattia. L’esercizio ha, inoltre, il grande merito di migliorare l’umore e allontanare i pensieri ansiosi.

Una terza risorsa fondamentale è la meditazione.
Un allenamento costante alla meditazione agisce, ad esempio, sui livelli di glucocorticoidi, ormoni prodotti dal surrene correlati allo stato di salute.
Quando si parla di meditazione non si include necessariamente la dimensione spirituale o religiosa che magari non appartiene a tutti. Si intendono tutte le forme meditative: ciascuna ha proprietà benefiche per chi la pratica. Si tratta solo di individuare quella più adatta alle proprie esigenze.
Anche una corsa rigenerante o una passeggiata in natura focalizzati sul qui e ora è una forma di meditazione.
Cito inoltre la mindfulness, il training autogeno e la respirazione consapevole che rientrano nelle mie competenze professionali.

Non ultimo qualche riflessione va dedicata all’ambiente sociale in cui viviamo e nel quale facciamo ricadere il contesto lavorativo, amicale e relazionale in senso ampio. Riconoscere e inquadrare le relazioni tossiche che ci inquinano è il primo modo per difendersi: solo così è possibile arginare la loro tossicità rispetto a sé stessi, all’ambiente di lavoro, amicale o affettivo.

Come sostiene il neurobiologo Sapolsky, l’abilità più grande che ciascuno dovrebbe affinare è il saper scegliere la strategia giusta per sé. Ci sarà un momento per abbattere i muri e un momento per trasformarsi in una foglia d’erba, che resiste integra mentre si lascia andare al vento.
L’essere flessibili è un’abilità che si impara attraverso la pratica e la consapevolezza.

Come suggerisce un vecchio adagio:
“Abbiate  sempre la saggezza di scegliere le vostre battaglie.”

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