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LA CHIAVE DEL SUCCESSO NEL BASKET

La chiave del successo nel basket

La chiave del successo nel basket sta nel costruire una squadra con una mentalità vincente.
Nel mondo del basket, nessuno sport di squadra escluso, l’abilità di una squadra di raggiungere il successo non dipende solo dalle abilità individuali dei giocatori sul campo.

La vera magia avviene quando si costruisce una squadra coesa, dove l’unità, la fiducia reciproca e la mentalità vincente sono i cardini fondamentali.

Detto così, sembra quasi facile e scontato, ma ciò che ho appena scritto rappresenta un obiettivo-risultato e non un presupposto a priori.
Una squadra vincente, come un team di lavoro vincente, non è la semplice somma di individuali talenti, ma è un’entità unica intesa come un’intelligenza collettiva.

Il successo nel basket inizia nello spogliato

Costruzione di una Squadra Vincente

Lavorare insieme come un’unica entità è la chiave per superare ostacoli, raggiungere obiettivi comuni e spingersi oltre i limiti. La psicologia dello sport gioca un ruolo cruciale in questa dinamica, fornendo strategie per affrontare lo stress, migliorare la comunicazione e creare legami solidi tra i giocatori.

Pam Borton e Phil Jackson, figure autorevoli nel mondo del basket, hanno evidenziato l’importanza di focalizzarsi sul processo anziché solo sul risultato. La costruzione di relazioni solide, la gestione della pressione e l’obiettivo di sviluppare il potenziale di ogni giocatore sono punti chiave sottolineati da queste figure di spicco.

Stringere legami e creare un ambiente dove tutti sentano la voglia di lavorare, giocare e imparare è da sempre il primo interesse di Pam Borton, che ama spingere ogni giocatore a sviluppare al massimo le proprie capacità. È l’allenatrice che ha vinto di più nella storia del basket femminile della Prima Divisione del Minnesota.

Cosa significa essere davvero se stessi in uno sport di squadra come il basket? 

Imparare a conoscersi, definire che cosa ci sta più a cuore e impegnarsi nel rispettare le proprie priorità. Soltanto così un giocatore sarà soddisfatto di se stesso e gli altri lo guarderanno come un modello da imitare. Farlo richiede coraggio, onestà e apertura mentale. Non si tratta di essere egoisti, sconsiderati o irrispettosi. Si tratta di impedire che gli altri ti definiscano solo per il titolo o il ruolo che hai in campo. Spesso il titolo e il ruolo in campo definiscono quel giocatore agli occhi degli altri: sei ciò che fai.
Ma quando il potere ti viene improvvisamente tolto dalle mani, che cosa resta di te?

Tutto ciò che ti definisce davvero e che costituisce il “vero” potere è la credibilità, il rispetto di se stessi e l’integrità.

Questo si costruisce prima di tutto in allenamento, in spogliatoio e nel feedback strutturato che ti sai dare dopo ogni performance. Qui si tratta di andare oltre l’allenamento fisico, tecnico e tattico. È la persona ad allenarsi, prima che l’atleta, e lo fa in un’ottica di talento umano da far convergere nella squadra.

Mindfulness: partire dalle basi

Philip Douglas Jackson, ex cestista e allenatore di basket americano, è famoso per aver vinto il maggior numero di campionati NBA e aver integrato la mindfulness come pratica tangibile del successo di squadra.

Phil Jackson, infatti, ha integrato principi di mindfulness nel suo metodo di coaching, dimostrando come la consapevolezza e la presenza mentale siano essenziali per migliorare le prestazioni e la coesione di squadra.

Il vero gioco di squadra è basato, in primis, su fiducia e connessione emotiva tra tutti i membri che ne fanno parte perché agiscano nell’interesse comune. Solo attivando il circolo emotivo di qualità tra giocatori, con l’unione delle forze di ogni membro della squadra, la vittoria diventa certa.

Tecniche di allenamento mentale nel basket

Il primo passo per allenare una squadra al meglio è partire dai principi della mindfulness.

Il termine mindfulness indica una tipologia di pratica mentale e meditazione impiegata per riconoscersi presenti nel momento attuale e liberare la mente dai pensieri che la affollano riferiti a passato e futuro. Respirare e lasciar andare le i pensieri sabotatori, le credenze e convinzioni limitanti che si accalcano dentro di noi è un esercizio più complesso di quel che si potrebbe pensare. È incredibilmente potente per aiutare l’atleta a ritrovare centratura, focus, concentrazione e consapevolezza. 

Phil Jackson riconosce undici principi di base ispirati alla pratica della mindfulness che ha messo in pratica in veste di leader sul campo da basket e che diventano degli allenamenti mentali quotidiani utili per la creazione di un team vincente.

Attività di team building con la Solmec Rhodigium Basket

Ne ho selezionati 3 che mi stanno guidando attraverso questi primi mesi come mental coach della Solmec Rhodigium Basket, squadra di basket femminile che milita in serie A2.

  1. la respirazione alla base della mindfulness è uno strumento potente: quando i giocatori entrano in campo la chiave è la concentrazione. Invece spesso accade che nella loro mente si materializzano centinaia di pensieri sabotatori a causa dello stress agonistico e della paura di fallire. Liberare la mente è possibile applicando le tecniche di respirazione della mindfulness e abbinandole alle misurazioni scientifiche della coerenza cardiaca;
  2. lo spirito di squadra è più importante del punteggio: durante una partita si può scegliere di focalizzarsi sul punteggio, anche perchè le partite o si vincono o si perdono. Il vero focus, invece, deve essere il processo del gioco della squadra che innesca “la fame agonistica”: quando questo è presente i punti vengono da sé; 
  3. la vittoria non è tutto: ogni campionato è un percorso e non solo la sua conclusione. Per questo è bene concentrarsi sul viaggio da intraprendere e dimenticare il resto.

La Chimica della Squadra: Connessioni Emotive e Successo

Questo è un ultimo passaggio, magari un po’ tecnico, ma dal mio punto di vista interessante. Due neurotrasmettitori, serotonina e ossitocina, permettono di sviluppare sentimenti di fiducia e di lealtà e hanno il compito di incentivare la cooperazione. 

Come individui isolati non siamo abbastanza forti da garantirci la sopravvivenza, siamo animali sociali che desiderano l’approvazione della tribù. Quando cooperiamo, serotonina e ossitocina ci premiano con sensazioni di appartenenza e di cameratismo. Gli atleti, per esempio, rinforzano i loro legami “dandosi il cinque”, abbracciandosi, o con altri rituali camerateschi: il contatto fisico determina un rilascio di ossitocina, che, inoltre, rinforza il sistema immunitario. Senza questa sostanza l’uomo non potrebbe provare empatia e non sarebbe capace di costruire forti legami di fiducia e amicizia.

Le emozioni umane e la chimica cerebrale giocano un ruolo fondamentale nella dinamica di squadra. L’unità, il supporto reciproco e il senso di appartenenza influenzano direttamente le prestazioni dei giocatori. La fiducia, la serotonina e l’ossitocina promuovono la coesione, mentre la mindfulness aiuta a gestire lo stress e a mantenere la concentrazione.

Coesione di squadra chiave del successo nel basket

Quando la squadra è compatta e coesa indirizza tutta la sua energia nella gestione della squadra avversaria. Ecco perché è fondamentale lavorare per la coesione della squadra e indirizzare tutta l’energia all’esterno.

Costruire una squadra vincente non si limita alle abilità fisiche sul campo. È una combinazione di strategie di coaching, fiducia reciproca e impegno verso obiettivi comuni.

Il successo duraturo si basa sulla coesione, sulla mentalità vincente e sulla capacità di affrontare le sfide come un’unica entità.

Nelle foto il mio lavoro come mental coach della Solmec Rhodigium Basket
Crediti foto: Lorenzo Ferro

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