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La fragilità dei giovani di oggi

genitori e figli istruzioni per l'uso

Nel mio lavoro, ho l’opportunità di interagire con molti giovani e i loro genitori, sia nel contesto psicologico, affrontando le sfide della crescita e della maturazione, sia nell’ambito dello sport giovanile. Osservando da vicino queste dinamiche, emerge un paradosso interessante.
Le giovani generazioni del terzo millennio sono tra le più promettenti di sempre, ma spesso mostrano una fragilità e un’infelicità potente. Questa situazione è in gran parte attribuibile a una società incentrata sulla competizione e sull’omologazione, nonché a uno stile educativo che pone un’enorme enfasi sul successo accademico e sportivo.

Su questo punto voglio mettere l’accento: sul fatto che il successo reale per un figlio non deriva esclusivamente da voti elevati o da successi sportivi, ma piuttosto dall’abilità di crescere come un adulto consapevole, autonomo e in grado di superare le sfide. Questo processo richiede lo sviluppo di alcuni tratti caratteriali fondamentali.

Il Contributo della Società alla Fragilità Giovanile

La società attuale sta producendo giovani che lavorano instancabilmente, ma spesso senza una direzione precisa. La loro felicità sembra essere condizionata da misuratori esterni come il numero di “Mi piace” sui social media, voti migliori e l’approvazione continua. Allo stesso tempo, si dedica troppo poco tempo allo sviluppo di qualità morali e mentali cruciali. Come genitori e adulti che li accompagnano lungo la strada cerchiamo, in buona fede, di risolvere ogni problema e ogni complicazione rendendo di fatto impossibile per un ragazzo, una ragazza “stare” nel problema, nella frustrazione, nella difficoltà.

Michele Borba, una psicologa educativa di fama internazionale, autrice pluripremiata e una consulente esperta nei temi della genitorialità, del bullismo, della violenza giovanile e dello sviluppo del carattere, identifica alcune qualità morali e mentali cruciali per lo sviluppo: fiducia in se stessi, empatia, autocontrollo, integrità, curiosità, perseveranza e ottimismo.
Questi 7 tratti rappresentano i pilastri universali per una salute mentale, un benessere e risultati accademici e sportivi positivi. Lo scarso sviluppo di tali tratti ha l’effetto opposto, lasciando i giovani svuotati, spenti, apatici e vulnerabili. La combinazione di questi tratti attiva, invece, un “effetto moltiplicatore”, aumentando le probabilità di successo in ogni aspetto della vita.

Cosa possiamo fare per aiutare i giovani a diventare la loro miglior versione?

Premesso che quando diventi genitore non ti danno il manuale di istruzione e che nessuno nasce “imparato”, ritengo che essere genitore sia la missione più complessa al mondo.
Per aiutare i giovani a diventare la migliore versione di se stessi, i genitori possono innanzitutto abbandonare l’idea che i propri figli debbano eccellere in ogni campo. È fondamentale riconoscere e incoraggiare il talento unico dei propri figli senza imposizioni esterne. La fiducia in se stessi non si costruisce dicendo ai giovani che possono fare tutto, piuttosto invece aiutandoli a scoprire chi sono veramente: riconoscendo pregi e aree di miglioramento, talenti e debolezze.

I genitori spesso cercano di proteggere i loro figli dal fallimento. Mentre è essenziale per i giovani imparare a gestire il fallimento fin dalla giovane età, in quanto questo è un passo fondamentale per sviluppare la perseveranza. Il fallimento non è una macchia indelebile, ma un’opportunità di apprendimento.

Educare i ragazzi a sviluppare i sette tratti caratteriali chiave di cui parla la Borba può aiutare a uscire da questa percezione di peso e fragilità che contraddistingue le nuove generazioni.

Questo compito richiede la collaborazione attiva dei genitori e di tutte le figure adulte di riferimento, in senso ampio in ambito scolastico, accademico, sportivo e in ambito psicologico. Solo attraverso una formazione completa, che comprende la crescita delle qualità morali e mentali, i giovani saranno in grado di diventare adulti consapevoli e resilienti ai fallimenti, preparati per il mondo in rapido mutamento in cui viviamo.

Questo è il nostro compito di adulti che sintetizzo con una frase di Pablo Picasso: “Ogni bambino è un’artista. Il problema è come rimanere un’artista una volta cresciuto”.

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