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Natale: istruzioni per l’uso

Natale: istruzioni per l'uso. Siamo liberi di vivere le emozioni che proviamo anche in questo periodo

Natale: istruzioni per l’uso. Lo dico quasi sorridendo… perchè?

Perchè il Natale è un vortice di luci incantevoli, sorrisi brillanti e un’atmosfera carica di magia. Invece oltre la brillantezza degli addobbi e l’entusiasmo contagioso, si nasconde un mondo di emozioni contrastanti.
Immagina: oscurità e luce, tradizione e introspezione, gioia e malinconia, tutto intrecciato in un singolo periodo dell’anno.

Ma c’è molto di più, dietro il Natale, di quanto la pubblicità voglia farci credere. Le emozioni che affiorano in queste festività, spesso trascurate o neglette, meritano di essere esplorate e accolte senza giudizio.

Durante il Natale, emergono molte sfumature delle nostre emozioni e interazioni umane. È come se fosse un punto d’incontro di dualità eternamente congiunte ma separate: l’oscurità della notte e la luminosità della coscienza.

Tuttavia, non tutti vivono il Natale nello stesso modo. Mentre alcuni adorano passare il tempo con la famiglia, altri si trovano a fronteggiare la festività con parenti con cui non hanno nulla in comune e che raramente vedono.

Ci sono persone che adorano il Natale, mentre altre potrebbero sentirsi più simili al Grinch, desiderando chiudere gli occhi il 23 dicembre e aprirli solo il 7 gennaio. Le preferenze personali, durante queste festività, dipendono da molteplici fattori e non è semplice fare generalizzazioni.

E’ importante liberarsi dall’idea preconcetta che, durante il Natale, tutti debbano essere felici e che, se così non fosse, ciò rappresenti un fallimento. Dobbiamo invece impegnarci nell’accettare il nostro stato d’animo e cercare di adattarci alla situazione nel modo più sano possibile.

Torto o ragione? Giusto o sbagliato?

Non si tratta di avere ragione o torto, né di essere giusti o sbagliati. Si tratta piuttosto di possedere la capacità di sedersi al centro della nostra vita e osservare con coraggio ciò che accade dentro di noi. Se il nostro modo di percepire il Natale differisce dalla narrazione comune fatta di luci, auguri, doni e momenti conviviali, possiamo accettarlo. Per alcuni di noi, questa festività potrebbe essere come una fetta di panettone non proprio digeribile.

Dare voce alle nostre emozioni è fondamentale, sia per comprendere meglio noi stessi che per permettere agli altri di fare lo stesso. Ogni emozione, senza distinzione, merita di essere ascoltata, rispettata e accolta senza giudizio.

Le festività portano anche momenti in cui persino alzarsi dal letto o dal divano sembra un’impresa titanica. Non si tratta di pigrizia o di un bisogno di relax prolungato, ma di un senso di stanchezza pervasivo. Chi si è mai trovato in questa situazione potrebbe aver sperimentato una condizione particolare: il SAD, il Disordine Affettivo Stagionale. Un disturbo abbastanza comune legato ai cambiamenti stagionali che colpisce l’umore.

Natale e ansia

Mentre per molti, il Natale è sinonimo di gioia e celebrazione, per altri è un momento di timore o ansia, un tipo di stress sociale legato alle aspettative. Quest’ansia non compare improvvisamente nella notte della vigilia, ma si insinua nelle settimane precedenti, scatenata da una serie di obblighi e impegni che accompagnano le festività.

Le cause di questa ansia possono essere varie e spesso complesse. Lo stress nel trovare il regalo perfetto, le continue domande su come sarà organizzato il Natale o cosa fare a Capodanno possono contribuire al senso di pressione. Le tensioni familiari diventano un’altra fonte di stress, così come l’avvicinarsi della fine dell’anno lavorativo.

Le radici profonde di queste emozioni

Tutte queste sensazioni ed emozioni non propriamente legate al concetto edulcorato di Natale possono avere anche radici profonde, intrecciandosi con esperienze e dinamiche familiari che plasmano la nostra visione del Natale.

Secondo Bowlby, i Modelli Operativi Interni che sviluppiamo derivano dalle esperienze della nostra prima infanzia. Alcuni di noi conservano ricordi affettivamente caldi legati al Natale, momenti caratterizzati dalla presenza costante e amorevole delle figure di riferimento. Queste esperienze hanno contribuito a creare un legame positivo con le festività.

Al contrario, altri potrebbero aver vissuto un Natale contraddistinto dall’assenza o dall’inaccessibilità delle figure di attaccamento, generando un senso di vuoto o di mancanza di accoglienza durante un periodo tradizionalmente associato alla riunione familiare.

In molte famiglie, si verifica una trasmissione transgenerazionale di valori, credenze e atteggiamenti, compreso un certo distacco verso il Natale. Le riunioni familiari diventano percepite come formalità imposte piuttosto che come momenti di condivisione e unione. Queste dinamiche possono trasformare un momento di gioia in uno di elettricità e ansia, creando ricordi emotivamente freddi legati alle festività che si consolidano nel tempo, a meno che non intervenga qualcosa o qualcuno in grado di modificarli positivamente.

Ecco quindi spiegato perchè tristezza e nostalgia occupano uno spazio particolare in questo periodo. Il Natale riporta alla mente le persone care che non sono più con noi, rievocando con forza e intensità i ricordi di momenti trascorsi insieme.

E non bisogna dimenticare chi si trova da solo durante queste festività, per scelta o per circostanze, a causa di complicazioni familiari o di perdite significative. Tutte queste sfaccettature emergono durante il periodo natalizio e diventano difficili da ignorare.

Istruzioni per l’uso

Indipendentemente da tutto c’è sempre un modo per allenare la mente e non il lamento anche in questo periodo.
Prendi carta e penna e segnati questi 5 aspetti come un esercizio mentale da praticare nelle prossime settimane.

1. Semplicità e cura di sé: riorientiamoci verso la semplicità, accettando l’imperfezione. Piccoli gesti possono rendere il Natale più autentico: addobbi minimalisti, pranzi intimi, gesti sinceri. Iniziamo con il sonno: un riposo di qualità sostiene il benessere fisico e mentale, aiutando a prendere decisioni più consapevoli.

2. Affrontare le emozioni: troviamo il coraggio di confrontarci con il dolore, le insoddisfazioni e le parti di noi meno confortevoli. Facciamo i conti con ciò che sentiamo di dover fare e ciò che vogliamo fare, per prendere decisioni più consapevoli.

3. Ascolto e ricordo: diamo spazio ai desideri e alle mancanze, ascoltiamo i bisogni e onoriamo i ricordi di chi non è più con noi. Organizziamo gli impegni che accettiamo consapevolmente, prendendo il controllo del nostro tempo.

4. Relativizzare: impariamo a dare alle cose l’importanza adeguata, soprattutto se il Natale ci genera emozioni negative. Valutiamo un cambiamento e focalizziamoci su nuovi obiettivi per migliorare la nostra situazione emotiva.

5. Chiedere supporto professionale: il supporto psicologico non è segno di debolezza, ma di coraggio. Se il peso delle festività diventa opprimente, chiedere aiuto a un professionista può fornire strumenti preziosi per affrontare queste sfide emotive.

Ciascuno di questi punti rappresenta un passo verso una prospettiva più positiva e consapevole durante il periodo natalizio. Inizia con piccoli passi, concedendoti momenti di riflessione, concentrandoti su ciò che è davvero importante per te.
Di questo ho parlato anche nell’intervista a Telechiara del 14 dicembre che trovi qui sotto.
Buon ascolto 

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