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Team al femminile: sfida possibile?

Team e team al femminile

Team al femminile: sfida possibile? Bella domanda.

Lavorare in team è un fattore differenziale di performance e questo è un dato ormai assodato.
Sappiamo anche che non è un presupposto, ma un risultato.
Lavorare in team tra donne sembra però, ad oggi, ancora oggetto di studio e scenario caratterizzato da maggiori sfide.

Voglio esplorare  le difficoltà che possono emergere, ma anche approfondire come la collaborazione tra donne possa rivelarsi un potente strumento per promuovere l’empowerment e raggiungere risultati eccezionali.

Premetto che nascondo con un po’ di fatica il disappunto a trovarmi a scrivere questo articolo nel 2024. Mi piacerebbe, infatti, poter solo affrontare le tematiche legate alle strategie di mindset utili a un ottimale lavoro di team.

Non posso però negare che sempre più spesso mi ritrovo a parlare con uomini e donne manager che riportano lo scenario altamente competitivo, e alcune volte molto disfunzionale, che caratterizza il lavoro di team al femminile.
Ho così provato ad approfondire il discorso. Sintetizzo a seguire alcuni aspetti che sembrano avere un impatto importante sull’efficacia di un team al femminile.
Le donne possono avere difficoltà a lavorare insieme per diverse ragioni, molte delle quali sono influenzate da fattori socio-culturali e dinamiche interpersonali.
È importante notare che non tutte le donne riscontrano difficoltà nel lavorare insieme. Le dinamiche, inoltre, possono variare notevolmente da un gruppo all’altro.

Quali sono le possibili ragioni per cui alcune donne potrebbero avere difficoltà a collaborare?

Alcune ragioni evidenziate che giustificano la difficoltà a collaborare sono:

Concorrenza e competitività
In un contesto in cui le donne sono sottorappresentate, o dove è stata instillata una mentalità di scarsità, potrebbe svilupparsi una competizione per le opportunità e i riconoscimenti. Questo può minare la fiducia reciproca e ostacolare la collaborazione.

Stereotipi di genere
I pregiudizi di genere possono influenzare la percezione delle competenza di una professionista donna e portare a una mancanza di fiducia nelle competenze della collega. Ciò può indurre una maggiore cautela nel delegare compiti o ascoltare le idee delle colleghe.

Comunicazione inefficace
Le differenze nei modi di comunicare possono portare a fraintendimenti e conflitti. Ad esempio, alcune donne potrebbero preferire un approccio più indiretto e diplomatico, mentre altre potrebbero essere più assertive e dirette.

Mancanza di supporto reciproco
Se il contesto lavorativo è competitivo e non promuove l’inclusione, le donne potrebbero sentirsi meno inclini a sostenersi a vicenda. Ciò potrebbe portare a una mancanza di solidarietà e supporto tra colleghe.

Ruoli di genere tradizionali
Le aspettative sociali riguardanti i ruoli di genere possono influenzare il modo in cui le donne si percepiscono a vicenda e il modo in cui lavorano insieme. Alcune potrebbero inconsciamente adottare atteggiamenti stereotipati riguardo a ciò che è “tipicamente femminile” o “tipicamente maschile”.

Ambiente di lavoro non inclusivo
Se l’ambiente di lavoro manca di diversità e inclusione, le donne potrebbero sentirsi meno inclini a partecipare attivamente e a esprimere le loro opinioni, riducendo così le opportunità di collaborazione.

Il mio punto di vista

Su alcuni dei punti sopracitati mi sento più allineata, mentre su altri penso che ogni singola persona possa con responsabilità fare la differenza.

Dal mio punto di vista la difficoltà nel lavorare in team tra donne è una declinazione di dettaglio della generica difficoltà di lavorare in team.

Comprendere che ogni membro è portatore di unicità, di valore differenziale, non per forza stereotipato, è il requisito primario per iniziare a lavorare e ragionare in termini di team.
Uscire dall’omologazione e dal pensiero arcaico, valorizzare caratteristiche e notare come queste possono essere acceleratori è un secondo passo.

Come consulente aziendale che lavora con imprenditori, manager e team di lavoro nell’ambito della formazione resto convinta che il primo collante di un team efficiente sia composto da questi 5 ingredienti:

  1. condivisione di obiettivi
  2. condivisione di valori
  3. declinazione attenta di comportamenti e abilità
  4. esplicitazione delle aspettative
  5. valorizzazione delle unicità

Questi sono i cinque passaggi che ho applicato nella creazione del mio team, quando ho scelto di svolgere alcune attività di consulenza aziendale con la mia collega e socia Antonia Galvagna.

Se potessi scegliere una parola che sintetizza tutti questi concetti sceglierei il termine: relazione.
Perché come scrivono Ketty Panni e Ombretta Zulian socie, imprenditrici e fondatrici di Relazionésimo, la chiave sta nel “potere delle piccole azioni, nella forza dell’unione, nel superamento delle divisioni e nella condivisione della conoscenza. Insieme, possiamo costruire un mondo in cui le relazioni e la solidarietà prevalgano su ogni altra considerazione“.

Michelle Obama dice “Non c’è limite a ciò che noi donne possiamo realizzare.” Quindi questo vale anche per la  capacità di lavorare insieme!

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