Ho intitolato il WE TALK con Irene Coletto “La vita è vita”.

Irene, classe 1982, Triatleta e Triathlon coach.
Intervistare Irene è stata un’occasione per parlare di tanti aspetti concentrici della vita, non solo di sport e allenamento.

Irene è sia atleta che coach.

Queste due anime la rendono un’atleta e una coach migliore perché parlare la stessa lingua consente di comprendere, e alcune volte anticipare, le sfide che i suoi atleti affrontano.
Essere coach è redigere un piano di allenamento, ma è soprattutto instaurare un legame fatto di fiducia, rispetto, chiarezza.
È imparare e migliorare insieme, scoprendosi. 

Irene Coletto in bici

Lo sport è proprio questo: è scoprire e scoprirsi.

Per Irene lo sport è uno stile di vita da sempre.
Il Triathlon è arrivato nella sua vita grazie ad un articolo intitolato “Linda Scattolin triatleta”. Linda, con cui Irene ha condiviso il lavoro all’Università come ricercatrice, l’ha ispirata.

Da qui è partito il viaggio di scoperta che inizia dal superamento di un limite.

Irene dice: “Sapevo di non essere all’altezza. Non sapevo nuotare ed, anzi, avevo proprio paura dell’acqua. Poi ho scoperto l’esistenza del duathlon quindi mi sono detta: -Ok Irene, intanto partiamo con quello-“.
Era il 2012.

Nel 2015 il suo primo triathlon sprint perché Irene non si ferma davanti ai limiti, ma vince la paura dell’acqua e inizia ad allenarsi vasca dopo vasca.
Si dice, infatti, che i limiti esistano solo per chi se li mette.

Tra le tante gare, Irene ama ricordare:

  • la vittoria al Medio di Volano 2017: Dedicata a Linda Scattolin, un’emozione interiore che non ha mai più provato in una gara.
  • il primo IM Lanzarote:  il più duro e spettacolare.

E come atleta ELITE/PRO:

  • la vittoria 1° assoluta al Powerman Indonesia 2018
  • l’IM Cervia 2018: suo miglior tempo
  • 4° Posto assoluto al Powerman Asia Duathlon Championship – Malaysia 2019

Durante il WE TALK, Irene ci racconta le sue personali strategie mentali per gestire la fatica in gare così lunghe e sfidanti.

Irene Coletto vittoria

Condivido il pensiero che Irene ha raccontato durante il WE TALK: lo sport è, prima di tutto, atteggiamento.

E’ una condotta, un’abitudine positiva che riempie le giornate ed aiuta ad essere migliori, anche negli altri campi di vita come nel lavoro e nella socialità.
Lo sport insegna che i limiti sono solamente nella nostra testa, ma, anche e soprattutto, che puoi fare ciò che fai con passione e amore.
Lo sport è un invito costante al miglioramento.
E’ importante imparare a non  focalizzarsi solo su RISULTATO/TEMPO/VELOCITÀ, ma su tutto ciò che succede durante la preparazione e la gara.

Allenarsi per un obiettivo vuol dire godere dell’intero viaggio.

La gara dura poco paragonata al tempo investito durante i mesi di allenamento.  Usando una metafora, la gara è un po’ come la cornice di un quadro: è quello che sta dentro che ammalia e conquista.

Irene condivide il punto di vista di  Martina Dogana che recentemente ha detto: “Se il fuoco della passione ti brucia dentro, lascia da parte le opinioni altrui’’. Non c’è ruga che tenga, non c’è età, non c’è limite fisico, non c’è lentezza. Se quella cosa ti piace, ti rinvigorisce e ti rende appagat* indipendentemente dal risultato FALLA E BASTA.

Davanti alla piscina

Irene incarna proprio questo principio. Ha scelto il percorso di studio e un impiego che le piaceva come ricercatrice e tecnico di laboratorio, ma quando ha capito che il cuore batteva molto più forte per il mondo sportivo ha seguito il flusso e il cuore.

Durante il WE TALK, Irene ci racconta come nel 2017 ha deciso di licenziarsi e cambiare vita.

E’ stato forse anche rischioso ed imprudente, ma ha fatto quello che sentiva dentro, senza scuse.
Ha realizzato quanto si era tatuata: “Non sognare la tua vita, vivi i tuoi sogni”.

Ora, con questo stesso coraggio, sta affrontando una sfida inattesa e impegnativa.

Recentemente ha deciso di raccontare quanto le sta accadendo in un post sui suoi canali social dal titolo FROM HELL TO THE SKY.
Il post è nato dalla volontà di raccontare il perché era completamente sparita dalle gare. Ma soprattutto Irene lo ha scritto per aiutare altre persone che si trovano ad affrontare realtà simili.

La ripresa

Irene, da circa un anno, è affetta da una virosi che le fa vivere ogni giorno come se fosse la scatola di cioccolatini di Forrest Gump: non sai mai quello che ti capita.
Si è ritrovata d’improvviso a fare i conti con la perdita di controllo delle funzionalità corporee, con la fatica a camminare, a salire uno scalino, ad alzarsi dalla sedia come un ultracentenario. Questa è la realtà con cui Irene si deve rapportare.

“Just do it” è la frase che l’ha guidata nel mantenere la routine di giorno in giorno, di ora in ora, senza ascoltare il male. Muoversi come era possibile. Solo farlo.
La testa è stata la sua salvezza. Quella testa allenata e forgiata dallo sport.
Durante il WE TALK, Irene racconta in dettaglio questa situazione difficilmente inquadrabile dal punto di vista medico e ancora più nel dettaglio ci racconta come sta affrontando questa sfida. 

Cedere al lamento sarebbe stato naturale, anche perché il lamento fa parte di noi, soprattutto quando le cose non vanno come vorremmo.

Irene ci dice che c’è sempre da considerare il tipo di lamento. A volte può essere formativo, altre volte il lamento è solo un’autogiustificazione per non voler fare qualcosa.

Irene ci insegna che il lamento può essere superato, basta volerlo. Basta pensare che c’ è sempre qualcuno che si trova in una condizione più precaria e difficile.

Tuttavia, qualche volta lasciarsi, andare al lamento ci sta e mostra la nostra umanità.
Questa esperienza personale fatta di dolore fisico ha cambiato Irene nell’approccio al mondo ed alla stessa quotidianità: ha imparato ad essere “egoista” e a fare solo ciò che davvero la fa stare bene.

Irene sostiene che sia una fortuna non avere la capacità di sapere quello che sarà il domani. L’essere umano sarebbe portato ad accelerare o frenare a seconda del “futuro percepito”.

E come mi scrive in alcune righe ricevute in occasione del nostro WE TALK:

“E’ stato un anno ricco di eventi forti e negativi, di persone che hanno acuito il dolore con i loro comportamenti, ma è stato un anno di gratitudine. Un anno dove mi sono riscoperta, nel mio piccolo, un po’ supereroe, dove sono cresciuta e fortificata interiormente”.


(Per le foto ringrazio Irene Coletto)

Guarda qui sotto il WE TALK con Irene Coletto – La vita è vita.

MINUTAGGIO
00:00 Inizio WE TALK con Irene Coletto
02:41 Irene atleta e coach
03:15 La gara che rappresenta Irene
05:47 Ricordo più significativo come coach
09:20 Come Irene Coletto ha iniziato a fare Triathlon
12:20 Le strategie mentali che Irene utilizza per gestire la fatica
19:32 Irene racconta la malattia che sta affrontando nell’ultimo anno
29:15 Condividere la storia di Irene è un modo per far sentire meno solo chi vive situazioni analoghe
37:00 Irene riparte da 0 ogni giorno. Il suo rapporto con il lamento
43:00
Viaggio nel tempo: cosa Irene direbbe alla se stessa di un anno fa

 

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